biografia

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Marisa Fogliarini, nata a Sanremo, dopo essersi diplomata in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, si trasferisce a Roma dove si dedica all'insegnamento di Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Secondari Superiori.

Partecipa a numerose mostre di pittura e, dal 1971 al 1989, realizza i fondali scenici del Teatro dei Pupi dei Fratelli Pasqualino.

Nel 1972 espone presso la galleria "Arte Corso Il Capitello" di Roma.

Nel 1976 espone nella sede della "Cooperativa spazio alternativo Maiakovskij" a Ostia-Lido, nell'ambito della manifestazione "Omaggio a Pasolini: la condizione umana - il potere - la donna".

Nel 1979 partecipa alla "Quadriennale de decors et d'architecture theatraux" di Praga, nel 1980 alla mostra "Aspetti della scenografia italiana oggi" a Kyoto.

Nel 1981 espone dipinti e linoleografie in una personale al Casino municipale di Sanremo e partecipa alla mostra "Aspetti della scenografia italiana oggi" a Tokyo e alla "Exhibition of Italian Stage Design" all'Art Centre di Hong Kong.

Nel 1985 espone presso la sede del Circolo culturale di Montecitorio a Roma.

Nel 2001 scrive il Compendio di Arte I (dalle origini al Medioevo) pubblicato nel 2002 dalla Newton & Compton editori.

Nel 2006 partecipa con quattordici fondali scenici destinati al teatro dei Pupi alla Mostra “Siamo tutti pupi” a Latina.

Nel 2012 espone a Vallebona (IM) alla biennale “Vallebon’art” e ad Arma di Taggia (IM) alla rassegna d’arte contemporanea “Artemare”.

Nel 2013 partecipa alla mostra “Site specific” – Castello della Lucertola – Apricale (IM) ed espone nella mostra “Regali frontiere” a Bordighera (IM).

Nel 2014 espone a Vallebona (IM) alla biennale “Vallebon’art” e partecipa alla “Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma”.

Nel 2015 tiene una mostra personale nella Galleria d’Arte Contemporanea Studio C di Piacenza.

Nel 2016 partecipa alla “XI Biennale Internazionale d’Arte” di Roma, alla mostra “Sulle tracce del reale” nei Giardini Monet di Bordighera e alla mostra “Artistes quand-même” nell’Oratorio di S. Bartolomeo a Bordighera.

Nel 2017 partecipa alla “Esposizione Triennale delle Arti Visive a Roma” presso il Complesso Monumentale del Vittoriano - Ala Brasini.

Attualmente vive e lavora a Roma e a Sanremo.

 

Attività fotografica e documentaristica:

Dal 2004 si dedica alla fotografia digitale e scatta tutte le foto di scena che appaiono sul sito del regista Piero Farina.

Dal 2005 realizza come coautrice col regista Piero Farina alcuni documentari tra i quali alcuni sono stati messi in onda nell’ambito della trasmissione Geo & Geo della Terza Rete Rai.


Le suggestive modulazioni cromatiche di
MARISA FOGLIARINI
di Luciano Carini

Nata a Sanremo (IM), Marisa Fogliarini ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera sotto l’abile guida di Mauro Reggiani, trasferendosi poi a Roma e dedicandosi all’insegnamento di disegno e storia dell’Arte negli istituti secondari superiori. Contemporaneamente, ha continuato la sua attività di artista all’interno di un linguaggio autonomo e personale, cercando e sviluppando collaborazioni importanti e prestigiose. Così dal 1971 al 1989 ha creato tutti i fondali scenici per il Teatro dei Pupi dei Fratelli Pasqualino e, come coautrice del regista Piero Farina, iniziato pure un’intensa collaborazione con la RAI (terza rete) per la realizzazione di svariate scenografie, grafiche e disegni senza mai trascurare le mostre, fino ad essere chiamata alla Triennale di Roma 2014.

Interessante e articolato il suo percorso artistico che, nel corso di oltre quarant’anni di attività, ha conosciuto vari momenti espressivi e che ha spaziato dalla grafica alla pittura alla fotografia digitale. Artista a tutto tondo, dunque, carica di vitalità ed energia, sempre tesa all’ascolto delle proprie emozioni e sensazioni, ma pronta anche a recepire gli stimoli e le motivazioni dei nuovi linguaggi e delle moderne tecnologie.

Dopo un primo periodo di area post-impressionista, la nostra artista si è concentrata sulla figura umana e su quella femminile in particolare. Una visione non banale la sua, ma forte e potente, tutta giocata sulla forma e i volumi, sull’interpretazione del corpo e dell’anatomia, un “sentire” molto vicino all’Espressionismo per quella naturale propensione a dilatare le forme, a deformare le immagini e ad evidenziare contorsioni e movimenti. Espressione intensa e a volte drammatica, dominata sempre da un alone di mistero e dove le magiche atmosfere surreali proposte dal suo segno morbido e fluente, aprono a mondi sconfinati e misteriosi facendosi metafora dell’ignoto e dell’inconscio.

Dopo queste fasi, che potremmo senza dubbio definire “figurative” nonostante libere licenze e interpretazioni, Marisa Fogliarini ha sentito il fascino delle più innovative Avanguardie Storiche ma, anziché rivolgersi come la maggior parte degli artisti di provenienza espressionista verso la pittura informale, ha virato con determinazione verso l’Espressionismo lirico ossia verso quel Movimento o gruppo d’artisti che dell’Espressionismo propriamente detto hanno saputo cogliere e sviluppare l’aspetto più delicato e poetico, la dolcezza compositiva e il puro cromatismo rifiutando la rappresentazione tragica delle sensazioni. Ė nata così la sua attuale espressione, dalla ricerca continua dentro se stessa e le sue emozioni, dallo scavo insistito all’interno delle avanguardie storiche per individuare e scoprire tecniche, linguaggi, motivazioni. Gradualmente la nostra artista è così giunta all’attuale espressione e cioè ad un Astrattismo personalissimo e originale dove luce e colore diventano gli indiscussi protagonisti. Nei suoi dipinti scenografici e potenti, scansioni spaziali, modulazioni cromatiche e delicate gradazioni tonali (trasparenze) tracciano infiniti orizzonti, sconfinati spazi e magiche lontananze e la natura, o meglio la realtà nella quale ci troviamo a vivere la nostra quotidianità è senza dubbio la fonte principale della sua ispirazione. Così paesaggi, situazioni, squarci improvvisi di luce, vedute e quant’altro costituiscono per lei il punto di partenza e il pretesto per fare pittura, per raccontare, per riversare sulla tela con sicurezza e determinazione, le proprie emozioni e i propri sentimenti. Pittura che in certi casi diventa fortemente evocativa perché attinge dalla memoria e dal ricordo, dal riaffiorare improvviso di suggestioni e stati d’animo, dalla rilettura di cose, fatti e avvenimenti che nel tempo si sono via via sedimentati e interiorizzati.

Ecco perché le sue opere anche quando si fanno più libere e sintetiche in quanto fatte solo di segno e colore, rimandano sempre a visioni reali e concrete, al mare e alle sue trasparenze, a paesaggi che sanno di campi e di terra, a cieli tersi e puliti attraversati da splendidi voli, a spazi cosmici vellutati e misteriosi. Ultimamente Marisa Fogliarini, nei suoi dipinti dai fondi astratti e cromaticamente vividi e puliti, ha inserito figure, sagome umane avvolte dalla penombra, uomini e donne dagli sguardi assenti e lontani. Sono una lucida rappresentazione dei nostri giorni, delle solitudini a volte estreme che colpiscono le nuove generazioni. Sono ancora una chiara denuncia della grande contraddizione dell’uomo contemporaneo: nell’era della comunicazione facile tecnologica e computerizzata, non si riesce più a comunicare emozioni e sentimenti e si vive in a un affollato e caotico isolamento che ci allontana sempre più dalle cose semplici e vere, dalla nostra stessa identità.

Luciano Carini


 

 

   

E' online il video
Marisa Fogliarini "la mia pittura"
realizzato da Piero Farina
montaggio Nico Cosentino