Nomadi - opere

 

 

 

Pierre-Auguste Renoir

biografia ►

 

"Zingarella", 1879

 

Olio su tela, 73 x 54 cm. Collezione privata, Canada

 

 

 Il dipinto risale agli anni impressionisti. Renoir sfalda completamente le forme della figura, annullandone i contorni, per rendere l’atmosfera che avvolge la bambina e l’ambiente. Rappresenta la piccola zingara con una cura e una tenerezza squisite, con un colore vellutato, restituendo pienamente il candore della sua infanzia.

 

 Vincent Van Gogh

 

biografia ►

 

 

"Accampamento di zingari con carovane", 1888

Olio su tela. Musée d’Orsay, Parigi.

 

In questo dipinto, eseguito ad Arles, Van Gogh usa il colore per esprimere le sensazioni e le emozioni che prova a contatto con la realtà. Le pennellate sono libere e varie nella dimensione e nella direzione. I colori, chiari e luminosi, assumono anche valenze simboliche come si può vedere nel verde acceso del cielo.

 

Henri Rousseau il Doganiere

biografia ► 

 

 

"Zingara addormentata", 1897

 

Olio su tela, 129,5 x 200,5 cm. Museum of Modern Art, New York.

 

Il  dipinto viene descritto dal pittore in una lettera del 1898: «Una negra girovaga, suonatrice di mandolino, con la giara a fianco, dorme profondamente, spossata dalle fatiche. Un leone passa per caso, l’annusa, ma non la divora. È un effetto di luna molto poetico. La scena si ambienta in un deserto del tutto arido. La zingara indossa vesti orientali».

Rousseau crea uno spazio immaginario, irreale, quasi magico, attraverso una figurazione spontanea, lineare e “ingenua”. Il fascino di questo quadro deriva dall’incontro suggestivo di due componenti, quella esotica e fiabesca con quella formale semplice e sintetica, caratterizzata dalla purezza delle linee e dei contorni.

 

Pablo Picasso

biografia  ►

 

 

"Zingara sulla spiaggia", 1898

Olio su tela. Collezione privata, Parigi.

 

L’opera, dipinta da Picasso quando vive ancora in Spagna e prima del suo primo viaggio a Parigi del 1900, si avvicina alle opere dei postimpressionisti francesi che preannunciano il movimento espressionista dei Fauves. È una pittura di sensazioni rapide, violente, dove la trasposizione lirica della visione naturale avviene per mezzo di colori accesi e antinaturalistici, nel rifiuto delle leggi prospettiche e quindi di profondità, volume e chiaroscuro.

 

 Henri de Toulouse-Lautrec

 

biografia ►

 

"La Gitane",1900

Litografia a 4 colori, 91 x 63,5 cm. Collezione privata.

 

Il manifesto illustra la scena di uno spettacolo di rivista ispirato liberamente all’opera lirica "Carmen" di Bizet. La tecnica litografica obbliga l’artista all’uso di campiture di colore piatto (1). I contorni resi con linee nervose e veloci rendono con immediatezza i caratteri dei protagonisti. Il "taglio" dell’immagine risente delle suggestioni delle stampe giapponesi che, all’epoca, suscitano uno straordinario interesse tra i pittori francesi.

 

Amedeo Modigliani 

 

biografia ►

 

"Zingara con bambino", 1919

Olio su tela. Collezione privata.

 

Modigliani dipinge questo ritratto nell’anno precedente la sua morte. L’artista, dopo un decennio di ricerche che lo avvicinano ai principali movimenti dell’avanguardia parigina, giunge all’elaborazione di uno stile personale, caratterizzato da linee di contorno eleganti, morbide e flessuose, da forme semplificate, da colori tenui, da volti allungati e occhi spesso privi di pupille. In questo ritratto il collo è lunghissimo, il naso è segnato da un tratto deciso, l’espressione malinconica e pensosa. La figura della donna sembra collocata fuori del tempo. I suoi occhi azzurri e distanti contribuiscono ad allontanarla da uno spazio reale e temporale preciso. Riproducendo solo i tratti essenziali del volto, Modigliani sembra voler cogliere l’essenza dell’anima del personaggio ritratto, la sua psicologia, più che cercare la somiglianza fisica. Gli occhi non sembrano guardare verso l’esterno, ma verso l’interno, per riflettere sentimenti e stati d’animo.

 

Otto Müeller

biografia ►

 

 

"Zingare con girasole", 1922

 

Tempera su tela di iuta, 105 x 145 cm. Saarland-Museum, Saarbrücken.

 

Müeller, zingaro da parte di madre, è fortemente attratto dalla cultura dei gitani al punto che, per approfondirne la conoscenza, tra il 1924 e il 1930 intraprende numerosi viaggi in Dalmazia, Romania e Ungheria. In questo dipinto il pittore risente fortemente dell’influsso degli artisti del gruppo espressionista "Die Brücke" di cui fa parte dal 1910. A contatto con le opere di questi pittori, accentua la durezza delle linee e la spigolosità gotica delle sue figure che inserisce spesso in moduli triangolari. Anche i colori, un tempo tenui e rosati, diventano più accesi, stridenti, giocati su forti contrasti.

 

 

"Due ragazze zingare in una stanza", 1927

Litografia a colori, rosso, beige e nero su carta gialla, 70 x 50,3 cm. Museum Ludwig, Köln.

 

In questa litografia il pittore coglie due ragazze zingare nella loro intimità. Nel desiderio di riappropriarsi delle proprie radici, non si limita a studiare i vari aspetti della cultura dei gitani, ma entra nella loro vita quotidiana con affetto e partecipazione, come può fare solo chi si sente finalmente "a casa".

 

(1) Nella Litografia la matrice è una lastra di pietra calcarea. Sulla superficie di questa, l’immagine da ottenere viene disegnata senza inciderla. Si esegue il disegno con una speciale matita grassa sulla pietra levigata, la lastra viene poi bagnata e inchiostrata per la stampa. L’inchiostro, anch’esso grasso, aderisce solo nelle zone segnate dalla matita e respinto dalle zone bagnate dall’acqua. Ogni colore richiede una matrice diversa. Come per gli altri tipi di stampa, viene posato il foglio sulla lastra e generalmente pressato su di essa con l’aiuto di un torchio.

◄ Nomadi

 ◄ intolleranza e pittura moderna

◄ pagina iniziale